giovedì , Luglio 29 2021
Bevute

Una splendida chiacchierata dalle Orcadi…

Una splendida chiacchierata dalle Orcadi…
Foto di Highland Park Distillery, Facebook

Highland Park ha un posto speciale nel nostro cuore, è il Whisky che ho bevuto lo scorso anno, dopo aver chiesto a Romina di sposarci (dove e come te lo racconterò); E dato che ogni bicchiere racconta una Storia, in questo caso racconta una delle nostre storie più belle. In quel preciso istante era la cosa più buona che potessi bere e la ricordo perfettamente.

Oltre alla storia personale c’è poi la storia della distilleria, del luogo in cui viene creato e della qualità indiscussa di un Whisky che ha fatto la storia. Unico, fortemente legato alle tradizioni ed alla terra da cui nasce, ce lo ha raccontato, grazie ad una splendida videochiamata, Sergio Paolo. Un Brand Ambassador Italiano di Highland Park!

Così, grazie ad un paio di cuffie ed un pc, ci ha ospitato virtualmente sull’Isola, e quella che leggerai di seguito è una splendida chiacchierata dalle Orcadi…

 

  • Ciao Sergio, siamo felici ed onorati per la splendida opportunità. Partiamo subito, senza indugi, da quello che ti identifica con Highland Park, essere un Brand Ambassador, raccontaci!

Rappresentare la distilleria nel mondo, messo in modo molto puerile e facile da capire. Rappresenti la distilleria nel mondo ma è molto importante capire una cosa, qui non sto rappresentando solo la distilleria, sto rappresentando un isola, un modo di vivere, una mentalità. Tu devi pensare che siamo un gruppo di isole con 22 mila persone, e quando vai all’estero per le masterclass ad esempio, non puoi parlare solo di Whisky. Devi parlare anche da dove proviene e come è creato e le nostre differenze con le altre distillerie. Questa terra per anni è stata abitata dai vichinghi, ci sono tante cose. Devi rappresentare tutto non solo Highland Park. Highland Park per me è il piatto principale e poi c’è tutto il contorno.

Noi vendiamo Highland Park in 28 nazioni nel mondo, Cina, America, Canada, quindi devi muoverti molto, oggi purtroppo è tutto legato alle normative di questa emergenza, quindi siamo fermi e continuiamo a lavorare con i mezzi a disposizione, virtual tasting, social network, ecc. Noi abbiamo migliaia di persone da tutto il mondo che vengono a visitare la distilleria, e se ci sono promuovo la distilleria anche qui. Ci sono occasioni per parlare con i turisti, con le guide e fornire informazioni particolari.

Foto di Highland Park Distillery, Facebook

C’è gente che viene per i Premium tours di massimo livello, atterra con l’aereo, fa il tour e poi se ne va! Qui la distilleria è come un santuario. La gente vuole le foto, dentro, fuori. La distilleria è molto caratteristica anche nell’architettura, i pavimenti, le pietre, merita una visita.

  • Come è nata la tua passione per il Whisky? Sentirti raccontare è bellissimo quindi ti faccio due domande insieme, e ti ascolto. Come fa un Italiano, del sud, ad arrivare a raccontare il Whisky, sulle Orcadi?!

La verità è che io avevo interessi in Hotel e Ristoranti, l’ultima mia tappa è stata tra Dubai, Quwait, ecc. anche se vivevo a Londra. Ad un certo punto ho deciso che volevo una vita un po’ più calma. Mia moglie è di qui ed avendo casa anche alle Orcadi decidemmo che se volevo uscire da quell’ambito dovevo spostarmi dalla City e quindi venimmo quassù. In tutta sincerità all’inizio fu molto difficile. Io ero abituato ad essere sempre molto occupato per lavoro e trovarmi all’improvviso senza far nulla non era facile, diciamo che la distilleria mi fu di aiuto. Venni a fare un tour e conobbi la persona che era in charge, il quale conosceva il mio background e così mi offrì un lavoro come tour guide. Conoscendo alcune lingue e con la mia esperienza gli risultava comodo avermi almeno per il periodo estivo, poi dopo pochi mesi mi offri la posizione di Ambasciatore. E da lì si è sviluppato il tutto.

  • Beh immagino che il il passaggio da Londra con i suoi ritmi frenetici, alle Orcadi… non deve essere stato 
    Foto di Highland Park Distillery, Facebook

    facile!

All’inizio era difficile e la distilleria mi ha dato l’opportunità di capire molte cose, l’isola, la gente. Ho scoperto che mi piaceva tutto. Qui c’è un modo di fare diverso, l’auto non la chiudi, la porta di casa non la chiudi, perchè non c’è pericolo. Ed è un po’ come era anni e anni e anni fa, in alcuni paesini dell’Italia quando c’era molta comunità. Ci si conosce tutti, siamo molto uniti e rappresentare Highland Park nel mondo, implica rappresentare anche l’Isola. Ogni tanto, e questo mi aiuta molto, è bello andare via e reimmergermi nel marasma delle città grazie a questo lavoro, e poi ritornare e apprezzare tutto quello che c’è qua.

  • Ed è sempre così tranquillo? Quanto influisce per voi e per l’isola il turismo locale?
Foto di Highland Park Distillery, Facebook

In estate è un po’ diverso! Lavoriamo molto con le crociere, in un anno sono dalle 130 alle 140 con 4000 persone di media. Per questo da qualche anno abbiamo aperto il nuovo store in centro. Molti turisti cercano il souvenir, la bottiglia, ed avendo poco tempo lo dedicano ad apprezzare le bellezze dell’Isola e quindi, grazie al negozio, non sono costretti a raggiungere la distilleria che si trova poco distante dal centro. Molti tour organizzati dalle crociere sono omnicomprensivi e toccano diversi punti, tra cui la distilleria, ma il tempo è poco. Così oggi abbiamo riorganizzato un po’ il tutto e possiamo dedicarci all’appassionato in modo più approfondito. Anche le nostre guide sono più coinvolte ed attente. Una cosa che mi e familiare è il fatto che sull’isola esistono uno o più monumenti creati da italiani nel periodo della guerra quando purtroppo erano prigionieri, uno di questi è l’italian Chapel oppure The Churcill barriers.

  • Rimaniamo in tema Orcadi. Sicuramente un orgoglio, ma quanto complica le cose per una Distilleria essere lì? Immaginiamo che, rispetto ad una distilleria vicina ad una grande città, le cose siano un po’diverse a partire dai carichi di orzo fino alle Warehouse, per finire con la distribuzione.

Bravissimo, hai centrato un tema molto importante, tutto è un po’ più complicato. Tutto viene trasportato via nave, anche perchè non ci sono ordini piccoli, è tutto voluminoso, dall’orzo ai pezzi di ricambio. Un esempio pratico. La gran parte delle distillerie delle Mainland, utilizzano lievito in forma liquida. Noi non possiamo farlo perchè il trasporto in nave sarebbe troppo dannoso. A noi arriva quindi in blocchi solidi da Stirling. La differenza è che essendo liquido è già sciolto e quindi utilizzabile più rapidamente, mentre noi dobbiamo prima scioglierlo e poi utilizzarlo. Anche il discorso doganale va considerato.

Noi siamo legati al mare, se il mare è mosso l’ordine non arriva quindi gli ordini tendono ad essere sempre un po’ in eccesso per evitare problemi. Un altro esempio pratico è la manutenzione. Noi facciamo tutto in Estate perchè è più facile che eventuali pezzi di ricambio o interventi di manodopera riescano a raggiungere l’Isola senza intoppi. In Inverno invece, nonostante avrebbe più senso perchè il turismo è molto minore però si potrebbe rischiare che per settimane pezzi o persone non arrivino. Poco tempo fa abbiamo cambiato il tetto di alcune Warehouse, in Inverno questo non puoi farlo per il forte vento. Anche se non fa freddissimo!

  • Ci siamo informati sul clima e abbiamo scoperto che non è particolarmente rigido come ci si immagina…

Tanti dicono, come fai a stare qui al freddo? Invece vi garantisco che in Italia ci sono posti dove fa molto più freddo. Il vento è il vero problema ma ci si abitua e ti adegui, per esempio, da buon Italiano ho sempre avuto cura dei miei capelli ma vivendo qui ti rendi conto che è meglio avere un taglio corto. Anche gli spostamenti in aereo non sono entusiasmanti. Quando devo spostarmi da qui a Edimburgo o Glasgow per poi viaggiare altrove il volo dalle Orkney sono quelli che odio di più, almeno in inverno, in estate invece sono molto panoramici.

  • Legandoci a questo discorso, oltre ai vincoli naturali che vi impongono il metodo di lavoro, è una scelta il fatto che Highland Park sia sempre rimasta legata alle tradizioni, alle tecniche storiche, il lavoro fatto a mano dalle persone. Si vede anche dalla comunicazione, c’è sempre questo orgoglio!
Foto di Highland Park Distillery, Facebook

Ciò che mi ha attratto è stato proprio il fatto che Highland Park sia molto tradizionale. Anche in Italia c’è questa cultura, e per come la vedo io, se devi fare qualcosa, falla nel modo tradizionale, perchè è il miglior modo. A partire dalla Storia, 1798, anno in cui legalmente è stata fondata Highland Park, anche se in realtà è stata fondata prima; Magnes Huson distillava illegalmente e nascondeva il tutto essendo un uomo di chiesa, la stessa per nascondere il whisky. John Robertson poi, un uomo della dogana, scoprì tutto e lo costrinse a mettersi in regola, comprandola poi 20 anni dopo.

Foto di Highland Park Distillery, Facebook

Ma qui c’è storia e tradizione ovunque, a partire dal Malting Floor una cosa che non si trova dappertutto perchè comportano attività dispendiose; ci vogliono uomini, controlli manuali dell’orzo ogni 8 ore, gestire tutto il processo a partire dalla germinazione. Mentre invece ormai si compra tutto già pronto. Un’altra Key stones, come le chiamiamo noi, sono i Vichinghi. Da uno studio fatto all’Università di Edimburgo, per ogni 3 abitanti nativi delle Orcadi, 1 ha il DNA dei Vichinghi i quali hanno occupato queste isole dal 600. E questo è rimasto molto insito nelle persone, la lealtà, una sorta di codice d’onore che nel nostro ambito vogliamo mantenere anche qui ad Highland Park.

  • Se parliamo di Torba poi, si apre un mondo che è solo vostro…
Foto di Highland Park Distillery, Facebook

Parlando di Torba tocchiamo un argomento unico. Nelle Mainland, la torba si è formata con un forte contributo legnoso. Mentre qui, non è così. Ad Hobbister Moor, qui sulle Orcadi, su Scapa Flow, un posto storico anche per la WWII, non ci sono alberi a causa del troppo vento. Di conseguenza la torba, grazie ad una particolare Erica, ha assunto note molto più dolci, e lo si sente a partire dalla fase di “affumicatura”. E questa è una cosa unica di Highland Park. Questo però impatta solo il 20% del malto che utilizziamo, ed è un’altra particolarità che ci rende unici. Parecchi entusiasti del nostro whisky, lo riconoscono anche se bendati dalle note e dal gusto aromatico, e poco affumicato.

  • Capiamo benissimo, paragonato ad altri torbati, Highland Park lo si riconosce subito!

Un altro aspetto molto importante è la maturazione. Nelle nostre 23 Warehouse la temperatura non scende mai sotto zero e arriva ad un massimo di 16°, con uno sbalzo termico molto ridotto e quindi tutto avviene in modo molto omogeneo, tutto in modo assolutamente naturale! Highland Park ha un Angel Share tra lo 0,5 e l’1%, e questo è un ottimo risultato per noi!

Foto di Highland Park Distillery, Facebook

Quando io ho iniziato chiesi al Master Whisky Maker, in due parole “cosa crea il nostro Whisky?” E lui mi disse che nel nostro caso la legna, era la cosa fondamentale. Tante distillerie comprano ex cask a basso prezzo e poi utilizzano la tecnica del finish per dare un impatto forte al Whisky. Noi invece andiamo oltre, abbiamo un team dedicato alla ricerca della legna per creare le botti, questa può essere American Oak o Europeo. Oak ovvero Quecia è la legna che deve essere usata legalmente per creare uno Scotch Malt Whisky.

Il processo parte dalla ricerca della legna allo stato grezzo. Una volta trovata si attende di avere un livello di umidità nel legno pari al 35%, questo viene poi lavorato e lasciato ad asciugare fino ad un livello del 12%! Solo allora vengono create le botti nel sud della Spagna, che poi vengono inizialmente utilizzate da una bodega di un ottimo Sherry chiamato Oloroso per 2 anni. Finita la maturazione dello Sherry, le botti vengono svuotate e spedite alla distilleria sulle Orcadi dove vengono riempite del nostro New Make Spirit per la maturazione del Whisky, a 69,8%. Questa ricerca oltre a noi, la fanno altre distillerie del gruppo Edrington ovvero The Macallan e Glenrothes. La spesa annua del gruppo per la ricerca della legna, e la produzione delle botti è elevatissima se paragonata alla spesa di un’altra distilleria per l’acquisto di botti ex Bourbon, Sherry, ecc.

Questa ricerca e questo impegno, ci porta a fidarci totalmente della legna che utilizziamo e quindi non abbiamo bisogno di filtri o coloranti di nessun tipo, è la botte che fa tutto il lavoro! Da tutti questi ingredienti, tecniche e passione, nasce l’identità unica di Highland Park che lo porta ad essere uno degli Whisky più vincenti e riconosciuti al mondo. Un prodotto creato su un arcipelago di Isole che in totale fa 22 mila abitanti!

Legandomi a questo punto, alle fiere, il nostro stand veniva preso d’assalto, ma anni fa non avevamo informazioni sull’Isola, sulla storia, ecc. Ora invece il binomio c’è sempre, perchè la gente cerca la storia di Highland Park e della sua Isola, e viceversa.

  • Avete caratteristiche, sapori, odori e stile che sono unici. Vi identificano lontano migliaia di Chilometri!
Foto di Highland Park Distillery, highlandparkwhisky.com

Essere differenti ci identifica. Il nostro successo è ciò che ci identifica ma da un lato ci limita perché noi oggi produciamo, in questo modo, 2,5 Mln di litri l’anno. Per accontentare il mercato però, dovremmo produrne 5! E non è facile senza ristrutturare tutto, anche se abbiamo iniziato dei lavori per giungere all’obiettivo! La strategia ora però è di concentrarsi sul Core Range e di mantenere uno standard di qualità elevatissimo. Nonostante il mercato chieda imbottigliamenti più frequenti, bisogna anche considerare il management delle botti, è contro producente usare delle annate invece di conservarle per più a lungo. Il 10 il 12 e il 18 sono i nostri marchi di fabbrica e rimarranno tali, con la novità di Settembre, il Cask Strength che ha già stupito ed in parecchie nazioni è gia sold out!

 

  • Ehh… il Cask Strenght, il punto dove più ci si affida alla botte, segno della qualità del vostro lavoro! Oggi però, tutti vogliono sempre saperne di più, approfondire, provare…

Masterclass, presentazioni power point, ecc. L’appassionato poi finisce con l’ingarbugliarsi perchè vuole imparare tutto e capire tutto e così rischia di perdersi. Uno dei compiti del Brand Ambassador, nel portare in giro per il mondo il marchio di Highland Park è cercare di mantenere il focus su ciò che ci distingue, ci caratterizza. Anche con i tour accade che si rischi di perdersi nei confronti e nei paragoni, mentre invece è importante rimanere concentrati su noi stessi e sulle nostre qualità!

  • Prendendo spunto dal tema toccato con le vendite e la richiesta del mercato, in Scozia il Whisky è un marchio, che va dal pub con gli amici alle tradizioni, ecc. In Italia abbiamo la sensazione che invece venga estremizzato. Noi vogliamo portarlo al livello della gente, di tutti!

Il Whisky non puoi berlo per ubriacarti, è un altro tipo di distillato. E c’è un fatto che influenza quello che hai affermato tu, in Italia soffrite di trand e poi vi trovate con il 90% di consumatori che non distingue un blend Whisky da un Single Malt! Qui non è così. Stesso discorso per l’acqua. Se parli con un Italiano di bere un Whisky con acqua ti chiede se non è meglio liscio, perchè non si conosce che l’aggiunta anche di una sola goccia d’acqua svela aromi e sapori più nascosti. Un altro mercato in forte crescita è quello del Mixology.

Il nostro stesso Whisky ha numeri straordinari nei più grandi Cocktail bar di Londra, NY, Tokio ecc. Poi invece c’è anche un mercato che vede il Whisky come un investimento, le collezioni, le serie limitate e lì il prezzo sale per forza di cose. Nel nostro caso, ad esempio, per il 50 anni abbiamo avuto 2 bottiglie per le Orcadi. Un cliente nemmeno le ha lasciate arrivare in negozio che le aveva già ordinate! Abbiamo aperto l’imballaggio solo per dimostrare che fossero integre! Numeri da capogiro! Ed a tantissimi abbiamo dovuto dire di no, però qui entriamo nel mondo finanziario non si parla più di bere Whisky. C’è un nostro tour ad esempio, che prevede la possibiltà di acquistare la Distillery Excluisve, e oggi nonostante non ci siano tour per la pandemia, è richiestissimo!

Tornando al discorso culturale invece, bisogna far capire le cose dalla base, Blend vs Single Malt, ecc. Solo così la gente capirà il valore, la storia e la cultura che c’è dietro ad un bicchiere di Whisky. Alcuni si

offuscano le idee se parlano di annate, noi abbiamo alcuni whisky come Cask Strength che è un no-age ma ti assicuro che vincerà un premio, e presto. Il Whisky è l’acqua della vita, enjoy it!

  • È stato un vero piacere, sentirti parlare di Whisky grazie ad una videochiamata è favoloso, speriamo di poterlo fare presto anche dal vivo!

Vi aspetto sull’Isola appena sarà possibile!!!

Durante tutta la chiacchierata, abbiamo avuto la sensazione di essere ad Highland Park. Anche solo

grazie ad una video chiamata, traspare tutta la passione e la magia che racchiudono la distilleria, l’Isola e le persone che ne fanno parte… perchè come diciamo sempre, sono le persone a fare bello un posto! Dopo questa chiacchierata, non abbiamo dubbi, le persone sulle Orcadi, sono splendide!

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Leggi la nostra intervista precedente a Désiréé, clicca qui!

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