giovedì , Luglio 29 2021
Bevute

Un Whisky invecchiato 105 giorni…

Ti starai chiedendo, cosa significhi un Whisky invecchiato 105 giorni. Effettivamente quasi nulla, non esiste ovviamente, il Whisky di cui parliamo è molto più vecchio, sia per maturazione che per anno di distillazione.

105 giorni però sono il tempo che è passato dall’inizio del Lockdown al primo pranzo in famiglia,  dove appunto, abbiamo aperto questa bottiglia.

Sono state scritte e dette un’infinità di cose su questo tremendo periodo, che tutti speriamo non si ripresenti. Qui da noi, in Italia, più precisamente nella provincia di Bergamo, possiamo riassumerlo così: discutendo del più e del meno poco prima di bere questo Whisky, seduti a tavola con un’armonia che mancava da troppo, qualcuno ha detto “c’era un silenzio irreale, non si sentivano più i bambini e mi vergognavo solo a pensare di accendere il taglia erba, e fare rumore…”.

Ecco, questo è stato il lockdown a Bergamo, nessun canto dai palazzi, nessun’inno, nessun gioca jouer dalle finestre… silenzio. C’erano solo silenzio e rispetto, angoscia, ansia e paura.

E provando a portare queste sensazioni in una cosa certamente più futile, anche bere Whisky era diventato malinconico. Perchè in fondo come diciamo sempre noi, il Whisky è un sentimento; e in quel periodo di belle sensazioni non ce n’erano. Quando bevi un distillato così puro, emergono le emozioni più profonde e quindi non ricordiamo Dram degni di nota.

Ma dopo 105 lunghissimi giorni, possiamo dire che questo sia uno dei migliori Whisky mai bevuti e che mai berremo.

E sai perchè è buono? Perchè sa di casa, sa di famiglia, sa di affetti, di persone vere che stanno insieme. Pulito come le cose che contano davvero, pieno di musica e di risate dopo tanto silenzio ed angoscia. Prezioso, e non perchè costi tanto o poco, ma ricco e intenso come il profumo del buon cibo in tavola, della felicità che si respira nell’aria, con una bottiglia stappata insieme.

È un Whisky vero, autentico, come le mani che sanno di soffritto o come un abbraccio, dato dopo quasi 3 mesi, parlandosi solo attraverso uno stupido telefonino. Ha tutti gli odori possibili e immaginabili, di una casa che torna a riempirsi di cose belle! Serve altro in fondo? Serve trovare davvero altre cose per dire che un Whisky è buono? O forse anche gustarsi un Dram con gli amici sta diventando un’analisi di dettaglio, una statistica?

Quando bevi, lascia perdere il cardamomo, la rosa canina, il gelsomino o il sentore del cioccolato del Nicaragua, lascia quelle analisi agli esperti, a chi lo deve fare per lavoro. Non cercare il salotto di velluto, il bicchiere di cristallo, le ostriche o gli scampi crudi, per fare una bella foto da “Instagrammare”! Non cadere negli stereotipi dell’etichetta o della marca; il Whisky non è roba per persone con i soldi, e sì, non abbiamo scritto ricchi, perchè il Whisky è, invece, per persone ricche. Persone ricche di altre persone, di famiglia, di amici, di sentimenti.

Goditi il bicchiere, gustati il momento, punta l’attenzione sulle persone con cui sei in compagnia.
Quelle formano i sapori e gli odori, che contano davvero, mentre bevi un Whisky!

Il Whisky è un sentimento che tutti devono provare…

 

Ah, comunque, è un Glenfiddich degli anni 90, sa di Pera e di Vaniglia, forse una punta di legno… ma chissenefrega, no?

Glenfiddich pure malt – Un Bicchiere di Scozia

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