giovedì , Settembre 23 2021
Bevute

Lagavaluin 16, come giocare con le onde sul bagnasciuga…

Diciamolo subito, perché quando una cosa è chiara e lampante va detta, senza troppi giri di parole: è buono, è quel buono innegabile che esula dal gusto personale, si può dire “a me non piace” per carità, ma non si può dire che non sia buono.

Tolti il pensiero del giudizio passiamo alle emozioni, la parte che interessa a noi!

Gli odori sono delicati, mai fastidiosi, ci si aspetterebbe la torba da subito, chiara e cristallina e invece non c’è né uno schiaffo né una sveglia turbolenta, è più come il profumo che la Domenica mattina si sente arrivare dalla cucina. Anche se si è assonnati, coccolati nel caldo del letto, non infastidisce mai, qualsiasi esso sia.

C’è un po’ il caramello, un agrume fresco in riva al mare, quell’odore di mare buono però, quello che si sente dalla strada mentre ci si arriva, che va e viene. Si sa che il mare è vicino ma ancora non lo si vede del tutto, magari lo si scorge tra due case: “eccolo là”… ma lascia spazio anche agli altri odori del posto, senza essere fastidioso, senza prevalere sul resto.

E come quando si sta andando al mare, quando si sta per arrivare lo si cerca, si ha voglia, fretta di vederlo, di sentirlo, lo si vuol trovare a tutti i costi, impazienti, e così fa questo Lagavulin.

Gli odori si fanno persistenti, si vuole scoprire sempre di più e allora non si può far altro che assaggiarlo, ed è qui che ha inizio il gioco. I sapori sono sorprendentemente delicati, le sensazioni raffinate, non è mai fastidioso, figuriamoci aggressivo, però finalmente lo si scorge in tutto il suo splendore.

È come arrivare davanti al mare calmo la mattina presto e avere ancora in bocca il gusto del cioccolato e del caffè, una meraviglia, uno stupore. Ed anche se non è quel mare in burrasca o quell’oceano che soffia forte, il mare c’è, come nelle onde sul bagnasciuga che arrivano; sfiorano i piedi e all’inizio un po’ impauriti si scappa perché l’acqua è fredda e i pensieri sono ancora lenti, assonnati, fermi al cornetto al cioccolato sentito poco prima.

Successivamente però si rincorrono,  perché il gioco è divertente e così fa il Whisky,  fa sentire il mare, poi sfugge nonostante il finale sia lungo e persistente, anche un po’ fumoso, con il mare che ritorna e allora il valzer ricomincia. Il mare indietreggia, riappaiono gli odori di prima mattina e si ritorna a cercare l’onda, si fa un altro sorso e così lei ritorna, altro giro altra onda… o in questo caso, altro bicchiere!

Una cosa però quasi infastidisce, il fatto che non abbia sbavature, nessun difetto, nessuna imperfezione, è colorato, è filtrato, è perfettamente costruito a regola d’arte… ed è un peccato.  Chissà come deve essere invece altrettanto favoloso ma forse più autentico, un Lagavulin allo stato grezzo!

 

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P.S. provatelo con il gorgonzola!

Guarda qui!

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