domenica , Maggio 9 2021
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È Serena, e fa come le pare!

È Serena, e fa come le pare!

L’abbiamo conosciuta tramite le sue storie Instagram dove è un piacere ascoltarla parlare di qualsiasi tema, dai più leggeri come il malefico scoiattolo del suo terrazzo, a temi seri e profondi, politici o personali. Siamo felicissimi di averla intervistata qualche tempo fa e di aver partecipato alla sua splendida iniziativa delle Cards Natalizie! Chi è? È Serena, e fa come le pare! Ed a noi ci piace un sacco sta cosa!

Leggi l’intervista e scoprirai di più, inoltre cliccando sui link potrai vedere alcuni dei suoi video o articoli molto interessanti!

  • Ciao Serena, se non abbiamo capito male seguendo il tuo profilo sei arrivata in Scozia dall’Australia, cosa ti ha fatto fare questo salto abissale di cultura, clima, ecc?
Quando ho chiuso la porta di casa in Italia ero sicura che non sarei tornata e che l’Australia sarebbe stata casa mia. Non avevo un piano B, solo quel sogno verso un paese che non avevo mai visto ma che credevo potesse darmi tutto. In parte è stato così, in Australia ho trovato una serenità ed una pace dolce ed ho potuto lavorare mentre miglioravo l’inglese e stringevo amicizie importanti. Rimanevo purtroppo solo una straniera con un visto precario e tutte le soluzioni per rimanere allo scadere del WHV erano dispendiose. Per questo a salvarmi per davvero è stata la Scozia che mi ha dato la possibilità di studiare di nuovo (ero già laureata in Italia) e di usufruire della sanità senza pagare un centesimo. Io chiaramente ci ho messo il mio ma è qualcosa che rifarei ancora e ancora perchè mi ha cambiato la vita in meglio.
 

Certo, al clima proprio non mi abituo ma qui in Scozia ho capito cosa volesse dire Europa e ne sono diventata

Foto di Serena, IG @facciocomemipare

fiera cittadina.

1 minuto di silenzio per il suo non amore verso il clima Scozzese.

  • Restando in tema cambiamenti, parliamo del clima. Dalle tue stories capiamo che ormai ci convivi ma non ne vai pazza… come fa a vivere in Scozia una persona che ama il caldo?!
È difficile da spiegare al turista o alla persona che della Scozia ama tutto ma non è facile vivere con questo clima, specialmente in inverno. Non è tanto il freddo quanto il buio che rende le giornate invernali miserabili: esci per il lavoro che il sole non è sorto e torni che è notte. Una volta in casa la luce elettrica non basta ad illuminare la stanza, una roba che alla lunga ti sfianca l’umore. Quindi sì, c’è una bella parte di me che al clima non si rassegna ma cerco di focalizzarmi sulle estati dalle giornate lunghe, quando il sole tramonta che è ora di dormire.
In estate le giornate non sono quelle a cui ero abituata in Italia o in Australia e mi piacerebbero dei gradi in più ma sono grata per la luce. Faccio scorta di vitamina D appena posso!
Se vivo qui però è perchè la mia testa qui sta bene e così la mia pancia: la Scozia è un paese che da diritti a tutti ed è generosa. Non potrei volere niente di meno, impossibile rinunciare a questa libertà mentale e… Ormai l’accento l’ho imparato!
  • Non ami il clima, ma la città ci sembra di capire che ti abbia conquistata, è stato molto bello e toccante il tour di Edimburgo durante il Lockdown… ti senti più Scozzese dopo un’esperienza simile? E qualcosa che ti aiuta a apprezzare ulteriormente il paese in cui vivi, anche se non è quello in cui sei nata?
Quando parlo con i miei mi esce automatico dire “voi” ed intendere gli Italiani e non per snobberia ma perchè la mia vita è qui ormai da più di cinque anni. La Scozia mi è entrata dentro in un modo che non avevo previsto e pur non idealizzandole non c’è settimana che non pensi alla fortuna di vivere qui. Mi succede soprattutto leggendo i giornali (abbiamo una bella politica rispetto all’Inghilterra, con tante iniziative attente ai bisogni di noi cittadini) ma anche quando mi siedo al mio PC per lavorare. Qui mi sento proprio libera, non ho paura di essere me stessa e neanche di pagare le tasse ora che sono – in parte – freelancer.

Ci sono tanti problemi anche qui (alcol & droghe) però mi piace sapere di vivere in un paese che ascolta (tassa sui tampax, aiuti per la prima casa, diritti per tutti, LGBT+ spiegato a scuola, assistenza per i disabili) i suoi cittadini.

  • Restando in tema Lockdown, c’è un po’ l’idea che in generale in UK tutti rispettino le regole ecc. dai tuoi racconti però anche lì c’è stato un po’ di marasma sui comportamenti da seguire… quale è la tua verità su questo aspetto?
Sono rimasta profondamente delusa da come il Regno Unito ha gestito la cosa e anche la Scozia è stata sciatta, perdendo tempo prezioso. Le statistiche dicono che hanno pagato i più deboli e non era possibile evitarlo ma limitare i danni sì. Il mio paese di adozione ancora ad oggi non provvede né controlla l’uso del materiale protettivo nelle care house dove la mattanza è avvenuta. Hanno tardato a reagire e l’obbligo per le mascherine negli shops è arrivato dal 10/07, per dirne una.
Non parliamo neanche di cosa stiano facendo nei ristoranti, almeno quelli che ho visto io.

Insomma non è tutto oro quello che luccica, queste testimonianze servono anche a capire che non è facile prendere e partire pensando che tutto sia migliore!

  • In un video spiegavi le agevolazioni del governo Scozzese in questa fase così critica, parlando con un altro ragazzo sul nostro blog, ha definito la Scozia avanti anni luce rispetto all’Italia; tu da libera professionista cosa ne pensi? 
Come libera professionista ho ricevuto un pagamento dell’80% dei miei mancati guadagni per tre mesi e dal 24/08 potrò fare domanda per un altro 70% che coprirà sempre tre mesi. Dopodichè stop anche se il mio lavoro non ha ripreso come prima della pandemia e per il primo pagamento ho dovuto aspettare tre mesi circa.
Hanno però garantito la cassa integrazione (a scalare man mano che i mesi passano) per tutti coloro che erano stati assunti da fine Febbraio (anche questa dovrebbe esaurirsi ad Ottobre). Nei pagamenti sono stati puntuali e non è stato affatto difficile chiedere questi aiuti. Non una situazione come l’INPS o un click day, insomma.
Per il resto si può chiedere al padrone di casa di abbassare l’affitto per poi ridargli i soldi in futuro ma è a discrezione di quest’ultimo. Se si ha il mutuo c’è invece un aiuto più concreto. Nel mese di agosto si può mangiare a metà prezzo (fino ad un massimo di 10 euro a persona) dal lunedì al mercoledì nei ristoranti (no take away).
E soprattutto in Scozia hanno messo dei fondi per dei micro corsi universitari ed io ho approfittato della calma lavorativa per aggiungere un tassellino al mio cv. Di nuovo, gratis.
Insomma, economicamente sono stati assolutamente puntuali e precisi anche se non so cosa ne sarà di tanti lavoratori a partire da Ottobre e tanti problemi sono stati presi sottogamba e abbiamo avuto, nel Regno Unito, uno scandalo dei voti per i ragazzi che si diplomavano e che si son visti penalizzare in base al contesto di appartenenza.
  • Rimanendo in tema differenze/lavoro, poi diventiamo più leggeri (non pensavo di fare domande così serie), c’è davvero una cultura ed una mentalità differente rispetto a qui? Mi spiego meglio, io lavoro in un’azienda IT la quale è ancora molto ingessata riguardo al look da tenere, alle modalità di lavoro Smart, ecc. In Scozia invece non stupisce vedere dirigenti in giacca e cravatta che vanno al pub in pausa pranzo a mangiare fish&chips o alla fine di una giornata lavorativa che se la godono senza badare troppo alla forma… è davvero rimasta una cosa così Italiana l’atteggiarsi sul lavoro?
Foto di Serena, IG @facciocomemipare

I miei meeting sono quasi sempre nei pub e di fronte ad una birra, idem i miei momenti dopo il lavoro con i colleghi ed in quel caso lì rigorosamente senza mangiare.

Per lo Smart working (qui chiamato solo remote work) dipende molto dall’azienda. Io per prima ho subito forti pressioni a rimanere quando tutto stava crollando ed è stato brutto poichè – appunto – a me per lavorare basta un computer. Ad altri è andata meglio ma ad altri peggio anche se in linea di massima nel settore dell’IT mi sento di dire che siamo stati tra i privilegiati.
Dresscode non richiesto, vero! La felpa (hoodie) qui non è ben vista culturalmente ma super accettata se sei un programmatore. 😀

E qui facciamo noi 1 minuto di silenzio per i meeting davanti ad una birra… siamo indietro ragazzi, indietro!

  • Faccio come mi pare, cosa è per te e quanto ti ha cambiato la vita? 
C’è stato un percorso ma più ancora c’è stata una scommessa che ho fatto lasciando in Italia in primis e rimettendomi a studiare poi. Quando ho iniziato a capire che il peggio era passato e che anzi iniziava il bello, la pace, ho sentito anche l‘esigenza di aiutare chi voleva provarci.
Un diciottenne  dovrebbe sapere che in alcuni paesi europei può studiare gratuitamente (come è stato qui fino alla Brexit, link), un ventenne deve essere informato sulla possibilità di fare un whv in Australia o magari Canada. In più i consigli di chi già ci è passato possono evitare tanti problemi, dalle truffe sull’affitto alle fregature sul lavoro per non parlare delle dritte sulla sanità.
Ma soprattutto il mio messaggio è quello di dire che non importa l’età, se una cosa te la senti è tua. Rimettersi in gioco è possibile anche quando altrove (e purtroppo sto parlando dell’Italia) se sei una donna sposata diventa complicato malgrado titoli ed esperienza.
  • Ci metti la faccia in ogni cosa che racconti, e questo è quello che rende il tuo blog vero e senza inganni! E stata dura esporsi fregandosene poi degli eventuali giudizi, critiche, ecc? 

Ho ricevuto poche critiche negli anni online ma metterci la faccia non è stato facile. Avrei continuato anonima ancora e ancora ma c’erano dei limiti che erano insanabili e sono contenta di averci provato.

Foto di Serena, IG @facciocomemipare
Qualche volta ho l’amaro in bocca leggendo una parola scortese ma in generale ho ricevuto, negli anni, messaggi non solo di affetto generico ma anche da parte di persone che dopo esser capitati sul blog avevano ricominciato a studiare, erano stati presi in Scozia per farlo gratuitamente, avevano trovato il lavoro dei sogni e così via.
È un blog piccolino ma questi messaggi non sono rari proprio grazie al mio averci messo la faccia su social media più alla moda come Instagram e Facebook. Ed ora YouTube.

Seguitela!

  • Domanda classica conclusiva, cosa è per te la Scozia in 10 parole?
La Scozia è un giardino in cui sedersi senza paura di far tardi, il pranzo lo hai già preparato.
(Ed il whisky pure!).

Sempre un piacere ascoltarti sui social e ora leggerti! Con l’augurio che sia un buon anno nuovo e di fare una nuova intervista dal vivo davanti ad un buon Whisky!

Sei appassionato di Whisky o di Scozia? Allora seguici sui nostri canali social, clicca qui per Facebook e Instagram 

Clicca qui per leggere la nostra intervista precedente, direttamente dalle Orcadi!

Guarda qui!

Il Whisky? Qualcosa di Facile.

Il Whisky? Qualcosa di Facile. Se cerchi una bottiglia di whisky su google seguita dalla …

11 Commenti

  1. Grande Serena. Come sempre. Puntuale e ironica. Bella intervista.

  2. bellissima intervista la condivido e la linko!

  3. Concordo in toto con quello che ha detto Serena, vivo a Edimburgo da 5 anni e mezzo e la Scozia mi ha accolto alla bella età di 53 anni e ho potuto rifarmi una vita. Qui sono letteralmente rinato.

  4. Bella intervista!! Amo molto la Scozia da turista e mi fa piacere sapere che ci si vive bene. E sono contenta per i miei connazionali che ce l’hanno fatta. Seguo Serena e altri blogger italiani con interesse.

  5. Bellissimo articolo, lo seguirò più spesso d’ora in poi 🙂 piacevole ed utile!

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